Domenica d’autunno

Parole e musica Gabriele Carbonari

 

Questa domenica d’autunno non domandarmi piu di tanto,

se sto guardando queste nuvole, oppure fisso lungo il niente.

Ultimo piano, stanza in fondo con le pareti azzurre e grigie,

che alludono alla vita e alla sua fine   nel cielo bianco latte vedo il suo confine.

 

Da poco è iniziata la preghiera,

da secoli continua e non finisce più.

La goccia provi ad evitare,

ma ti cade sempre li dove ci sei tu.

Malgrado tutto provi a camminare,

col sasso nella scarpa e l’altro in gola,

giusto per non farsi mancare proprio niente

giusto per non far figure brutte

davanti all’altra gente,       davanti all’altra

gente.

 

A questa grigia mattinata ho dedicato una suonata.

I miei pensieri alle parole,

la musica alle lacrime, poi il resto verrà fuori.

 

Come le passeggiate lente, mano nella mano tra la gente,

belli sotto il sole della primavera,

quella che ci porta fare tardi fino a sera.

 

Ah ah-ah ah-ah ah-ah ah-ah.

Come questi ultimi tre anni

ed i miei primi cinque anni.

Ruoli che il tempo ha capovolto, senza che io me ne sia accorto.

 

 

Da poco è iniziata la preghiera,

da secoli continua e non finisce più.

La goccia provi ad evitare,

ma ti cade sempre li dove ci sei tu.

Malgrado tutto provi a camminare,

col sasso nella scarpa e l’altro in gola,

giusto per non farsi mancare proprio niente

Giusto…