Noi protetti

 

(Parole e musica Gabriele Carbonari)

 

Segnerò il mio piccolo confine ci piscerò per esser più sicuro

Studierò le strategie di guerra se non basta ci innalzerò un bel muro

 

Saremo uniti contro l’invasore nel nome di una sana e giusta causa

Tener lontano lo straniero vigilare giorno e notte senza pausa

 

Ma quant’è bello il mio paese

Con i monti le sue cime e i prati verdi

E la mia gente che non esce mai di qui

Gli stessi immobili ed eterni

Perche voglio sian cosi

E noi possiamo dovrà essere e sarà

 

Ma quant’è bello il mio paese

chiuso dentro le mie braccia

Come quattro mura di galera stupide

E noi che vi abitiamo ci sentiamo meglio

Siam felici d’esserci protetti dall’inciviltà.

 

Segnerò il confine del mio mare se piscerò sull’acqua il segno poi scompare.

Dalle nostre parti abbiam paura che dall’orizzonte s’alzi la tempesta

 

 

Uniti contro la tutte le intemperie per salvare quello che ancor non ci han rubato.

Tener lontano lo straniero la tempesta umana figlia del degrado.

 

 

Ma quant’è bello il mio paese .

Con il fiume verso il mare che respira

Sembra un quadro più che una fotografia

Di quelli che facevo da bambino

Un opera che mai nessun straniero mi scolorirà

Ma quant’è bello il mio paese

chiuso dentro le mie braccia

Come quattro mura di galera stupide

E noi che ci abitiamo ci sentiamo meglio

Siam felici d’esserci Protetti dall’inciviltà.

 

 

Tutto solo       col mare tra le braccia

Ma protetto dall’inciviltà

Nel deserto       del mio piccolo paese

Ma protetto dall’inciviltà

Uniti da   una stesso suono

Ma protetti dall’inciviltà

Sempre bello sempre uguale a prima

In più protetti dall’inciviltà

Nei secolidei secoli invecchiamo

Noi protetti dall’inciviltà