Che

 

CHE

parole e musica Gabriele Carbonari

Non ho più parole da scrivere   e la vedo molto dura.

Non c’è più nulla di simile che sappia d’avventura.

Ho pensieri cattivi e pacifici   che si amano.

Hanno preso in affitto il mio stato d’animo.

 

Non ho piu misteri da svelare, chiusi in una cella.

Non ho piu segnali da seguire,   nemmeno una stella.

La ragione confonde i pensieri   all’istante.

Mi condanna a voler dire-eh:

 

Che dici, dici, ma non dici.

Poi scrivi, scrivi, ma non scrivi.

E non decidi, ma deridi,

la tua persona, la tua calma, la tua noia, il tuo boia.

Che urli, urli, ma che urli,

Che spari, spari, ma a chi spari.

Ti stracci le vesti, poi muori di freddo.

Eccolo li, con la pelle dell’oca.     Con la pelle dell’oca.

 

L’eterna salvezza sopra una boa;     tutta la vita fermarsi agl’incroci.

Sta li sul mare l’unica voce dolce, longilinea, poco veloce.

Mi trovo

serenamente cullato,

mi sento

perfetto e molto protetto.

Non oso

proprio ora toccarmi la mano,

mi sento dire:

 

Che nuoti, nuoti, ma che nuoti.

Che bevi, bevi, so che bevi.

E più ti viene sete se fai male a calcolare

la fede, la speranza. Non ti rimane niente di sostanza.

Poi leggi, leggi, ma che leggi.

Le rileggi, le leggi le rileggi.

Ti viene un capogiro

e ne rimani sotto

sotto messo.

Messo sotto da te stesso.